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Fades - dissolvenze è una composizione in forma di installazione audiovisiva. È costituita musicalmente da una trama di onde sinusoidali pure generate in tempo reale secondo logiche pseudo-casuali e distribuite nello spazio grazie ad un sistema di diffusione multi-sorgente. Ad ogni sorgente sonora viene accoppiata una fonte luminosa per generare un accordo sonoro e cromatico in continuo e graduale mutamento ed offrire così un'esperienza immersiva nel mondo dei suoni e dei colori.
Dopo la sua prima esposizione - avvenuta nel 2002 presso i locali del Museo del IX Centenario dell'Università di Bologna a Palazzo Poggi - Fades è stata ospite di numerosi festival ed eventi in Italia e all'estero, sia in forma di installazione temporanea sia nella sua versione dal vivo.
Nel 2006 è stata pubblicata dall'etichetta italiana I Dischi di Angelica una versione di Fades su CD della durata di 60 minuti.

 

LA VERSIONE ONLINE


Accessibile via internet da qualsiasi postazione audiovisiva (realizzato in java per garantire la più alta compatibilità tra sistemi operativi) Fades è un'opera d'arte multimediale pensata per offrire un comodo accesso alla sua “messa in scena” senza la necessità di ricorrere a particolari attrezzature o tecnologie. È infatti sufficiente utilizzare i normali browser a disposizione nei più diffusi dispositivi internet.
Riguardo alle sue possibili applicazioni vi è da un lato la possibilità di utilizarla come semplice elemento di arredo, singolo o multiplo, in luoghi pubblici o privati. Parallelamente si è pensato alle sempre più diffuse strutture che dispongono di postazioni internet in serie, (internet point, sale di consultazione, hot spot, musei multimediali, showrooms) come luoghi ideali per la sua messa in scena o esecuzione in forma di performance collettiva.
Non ultima la sua interpretazione filosofica di luogo virtuale: se il web è un luogo, Fades ne fa parte, o meglio è il suono di quel luogo, o meglio ancora, il suono "è" luogo.

 

NOTE DI PROGRAMMAZIONE

Ogni connessione avvia l’esecuzione locale di una traccia audio e di una traccia video. Ogni singola traccia audio è concepita come un susseguirsi a ciclo continuo di cellule sonore costituite da onde sinusoidali programmate secondo lo schema di dinamiche: dissolvenza in entrata - suono (colore)- dissolvenza in uscita - silenzio (buio).
I parametri di altezza, intensità e durata di ogni cellula sono ricalcolati secondo logiche pseudo-casuali ad ogni ciclo, ottenendo così una serie univoca di forme d'onda in evoluzione.
Allo stesso modo la traccia video offre una sequenza sempre diversa ed imprevedibile di colori a schermo pieno, contribuendo all’allestimento in forma di sorgente luminosa cangiante. Al centro dello schermo viene visualizzata la frequenza in Hertz di ogni cellula sonora.
La versione di Fades online è stata realizzata principalmente utilizzando quattro linguaggi di programmazione: Actionscript, Javascript, Java e HTML. La riproduzione e generazione dell’audio in tempo reale è stata ottenuta mediante la compilazione di una applet Java e di una libreria JSyn, il codice Actionscript è stato utilizzato per la generazione video sfruttando le possibilità fullscreen del FlashPlayer Adobe, la comunicazione tra i due linguaggi avviene a livello Javascript, a sua volta ospite del documento HTML.

NB: Per l'esecuzione è necessario che i dispositivi siano provvisti di uscita audio, di una versione aggiornata di Java Virtual Machine e della libreria (plugin) JSyn, distribuito da Softsynth© e reperibile all'indirizzo www.softsynth.com/jsyn/plugins/ Tale libreria è garantita da certificato digitale di sicurezza ed è pertanto assolutamente sicuro e semplice da installare.

 

NOTE SULLA ACCORDATURA
(ovvero: I'm lost, monsieur LaMonte)

<< V'è un giuoco di pazienza in cui bisogna infilare l'una nell'altra tre cannucce di metallo di differente diametro che si trovano in una scatola chiusa con il coperchio di vetro. Si può tentare di risolvere il giuoco con metodo, e ci vuole di solito moltissimo tempo; ma è possibile risolverlo anche diversamente, scuotendo cioè il tutto a piacimento finché il giuoco è fatto. E allora, si tratterà di un caso? Sembra un caso, ma io non ci credo: perché questo "caso" è guidato da un'idea precisa, dall'idea che il moto è in grado di provocare da solo ciò che non è possibile provocare con la riflessione>> (A. Schönberg - Manuale di armonia, prefazione).

La scelta dei valori di frequenza di ogni sinusoide di Fades.net avviene secondo logiche casuali, ma non ad estrazione lineare. La scelta casuale di un numero compreso tra 30 e 18000 Herz (i limiti di udibilità dell'uomo si aggirano attorno a questi valori) avrebbe infatti portato ad ottenere valori prevalentemente alti, confinando gran parte dei suoni nel registro sovracuto.
Questo è dovuto al fatto che l'orecchio umano percepisce le frequenze in modo logaritmico, ovvero si ha la percezione di un'ottava musicale quando due oscillazioni stanno in rapporto tra loro di due a uno. In altre parole, se prendiamo ad esempio il pianoforte, ci sono solo 55 Hz nell'intervallo di ottava nel registro basso (LA0 / LA1), ma ce ne sono 3520 nel registro acuto (LA6 / LA7).
Allo stesso tempo la scelta di proporzionare l'estrazione della frequenza secondo un rapporto logaritmico avrebbe confinato gran parte dei sorteggi a ridosso della frequenza più bassa e quindi poco consoni all'ascolto e alla riproduzione.
Si è scelto dunque un centro tonale, fissato a 440 Hz a partire dal quale la frequenza viene scelta secondo due criteri. Il primo è rappresentato dal grafico seguente:

 fades.net tuning system
Fig. 1: Assegnazione pseudo-casuale della frequenza

Ad ogni valore random x viene assegnata una frequenza y compresa tra 1 e 18000 Hz (si noti che l'asse delle y rappresenta una progressione logaritmica). La linea rossa indica il "nodo" a 440 Herz attorno al quale tendono a concentrsi la maggior parte delle frequenze estratte. Questa caratteristica fa sì che si generino frequenti battimenti (oscillazioni di volume) senza però escludere l'esplorazione di zone più acute o più gravi dello spettro fino ad arrivare - in casi rari - alle zone estreme del campo di udibilità dell'uomo e della riproducibilità tecnica.
A tale sistema di accordatura è stato affiancato un secondo metodo di estrazione della frequenza, stavolta in Just Intonation. In pratica vengono fortemente privilegiate le note armonicamente vicine alla fondamentale (V, II, IV, ecc) trasposte a varie ottave, ma non sonon esclusi casi di estrazione di frequenze molto lontane nella serie armonica.
Altre estrazioni casuali regolano la frequenza degli oscillatori a varia forma d'onda che controllano la distribuzione stereo delle singole tracce.

(continua)

 

 


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© 2007 Antonio Della Marina